| Centro Cefalee dell’età evolutiva
F. Montrucchio
La cefalea è una sindrome dolorosa del capo di diversa
intensità e localizzazione, a carattere continuo, intermittente
od occasionale, talora accompagnata da nausea, vomito o transitori
sintomi neurologici.
L’interesse crescente per la cefalea nell’infanzia
si basa su alcune osservazioni: la cefalea risulta essere il disturbo
più diffuso nei bambini (ne soffre almeno il 25% , ma la
prevalenza sale al 37% in età scolare), l’80% degli
adulti affetti da emicrania riconduce i primi sintomi nell’infanzia,
una opportuna e precoce terapia porta a guarigione un gran numero
di piccoli pazienti (risultato più difficilmente raggiungibile
nell’adulto).
Di assoluta priorità, per le conseguenti scelte terapeutiche,
è la diagnosi differenziale tra le forme primarie (cefalee
non dipendenti da altre patologie) e quelle secondarie
che rappresentano circa il 10-15% della totalità delle
cefalee e si dividono in:
- secondarie extra-craniche:
problemi di vista
problemi di competenza otorinolaringoiatra
problemi di origine odontoiatrica
ipertensione arteriosa etc.
- secondarie intra-craniche:
ipertensione endocranica secondaria,
neoplasie
aneurismi
ematomi
ascessi
traumi, etc.
Le cefalee primarie o essenziali vengono ulteriormente
distinte, in base a criteri clinico-diagnostici (IHS-2004). Ricordiamo
tra le altre per la loro maggior frequenza:
- cefalea tensiva episodica: almeno 10 episodi di cefalea
presente per meno di 180 giorni all’anno e meno di 15 giorni
al mese; durata del dolore da 30 minuti a 7 giorni, dolore bilaterale,
di tipo compressivo-costrittivo (non pulsante), di intensità
lieve o media (può inibire, ma non impedire la normale
attività quotidiana), non aggravato da attività
fisiche routinarie. Non si associano nausea o vomito, possono
presentarsi non contemporaneamente foto o fotofobia.
- Emicrania senza aura: almeno 5 attacchi dolorosi per
meno di 15 giorni al mese della durata di 4-72 ore (1-72 ore al
di sotto di 15 anni di età). Il dolore può essere
bilaterale (fronto-temporale), o unilaterale, di tipo pulsante,
di moderata/severa intensità (limita o impedisce lo svolgimento
delle attività quotidiane), accentuato dall’attività
fisica. Durante il dolore si associa nausea e/o vomito, foto e
fonofobia.
- Emicrania con aura: disturbo cronico che si manifesta
con attacchi caratterizzati da sintomi neurologici focali transitori,
che si sviluppano di solito gradualmente in 5-20 minuti e durano
meno di 60 minuti. La cefalea che segue l’aura ha solitamente
aspetti emicranici, ma può talora essere assente.
- Equivalenti emicranici (Sindromi periodiche infantili):
o Vomito ciclico: episodi di vomito e nausea severa (almeno 5
attacchi della durata da 1 ora a 5 giorni, almeno 4 volte/ora)
stereotipati nel singolo paziente, associati a sonnolenza
o Vertigine paradossa: episodi parossistici (almeno 5) di vertigine
severa, spesso associata a nistagmo e vomito senza preavviso,
che si risolvono spontaneamente. EEG, E.O.N., funzioni vestibolari
ed audiometriche normali.
o Emicrania addominale: almeno 5 attacchi di dolore addominale
della durata di 1-72 ore, in sede mesogastrica, periombelicale
o scarsamente localizzabile. Il dolore è sordo o presente
come una dolenzia, moderato o severo. Sono presenti almeno due
tra i sintomi di accompagnamento: nausea, vomito, pallore, inappetenza.
L’iter diagnostico prevede un approccio globale del bambino:
attenta valutazione del sintomo cefalalgico (età di insorgenza,
localizzazione e caratteristiche, frequenza e pattern temporale,
durata, eventuali fattori scatenanti e allevianti, sintomi prodromici),
anamnesi patologica remota e prossima, fattori psicologico-sociali
(attività fisica, scuola, famiglia, abitudini alimentari,
ritmi sonno-veglia, dipendenza da alcol o fumo, eventi stressanti,
modificazione delle abitudini di vita…), valutazione delle
condizioni cliniche generali ed obiettività neurologica.
Quando esclusa la presenza di cefalea secondaria, con eventuali
ulteriori consulti specialistici e/o indagini strumentali, si
programma un periodo di osservazione monitorando il disturbo tramite
un diario clinico affidato al paziente per meglio definire il
quadro clinico.
L’approccio terapeutico delle cefalee essenziali prevede
innanzitutto la rassicurazione del paziente e dei genitori, la
valutazione degli eventuali fattori scatenanti, la valutazione
degli aspetti emotivi e relazionali, una corretta igiene di vita
ed una solida alleanza terapeutica. Gli obiettivi comprendono:
alleviare il dolore (terapia di attacco acuto), limitare le recidive
(terapia di profilassi) e ridurre i fattori scatenanti.
Farmaco di prima scelta per l’attacco acuto è il
paracetamolo.
Nei rari casi in cui gli attacchi emicranici persistano (pur con
una corretta igiene di vita e l’evitamento dei fattori scatenanti),
siano 4 o più di 4 al mese, se la durata delle crisi dolorose
supera le 4 ore o l’intensità del dolore è
medio-grave, esistono numerose evidenze che dimostrano l’utilità
di una terapia di base a scopo preventivo che deve essere protratta
per cicli di tre mesi, intervallati da fasi di riposo.
La diagnosi, la cura, o meglio, quando possibile, la prevenzione
delle cefalee primarie necessita di una presa in carico globale
del piccolo paziente in stretta collaborazione con la famiglia.
Per ulteriori informazioni o per prenotazioni, telefonare direttamente
ai seguenti numeri:
Alba ospedale 0173/316865
Bra ospedale 0172 420373
dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.00 e dalle
13.30 alle 15.30.
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